Contenuto principale

Messaggio di avviso

PRESENTAZIONE

FONDAZIONE "La Piletta" ONLUS

 
Il progetto “FONDAZIONE LA PILETTA ONLUS” nasce dall’iniziativa di alcuni operatori sociali in ambito educativo e formativo, e in ambito agricolo biodinamico, che, sollecitati da persone disabili e da numerose famiglie, hanno raccolto il bisogno di realizzare esperienze alternative ed innovative di intervento a favore dei disabili stessi, giovani e adulti.
In un percorso progressivo di confronto con le persone disabili e i famigliari, si è definita l’idea di una fondazione di “solidarietà”, che promuovesse nuove opportunità per le persone disabili medesime, offrendo risposte non solo agli aderenti alla Fondazione, ma anche al territorio nel quale opera. La Fondazione ha rilievo Regionale e privilegerà gli interventi nell’ambito territoriale della provincia di Verona, con specifico riferimento ai territori delle Aziende Ulss n.20 e n.22 della Regione Veneto.

 
Perché “Piletta”?


Per concretizzare il progetto era necessario un luogo fisico nel quale realizzarlo. E qui la Provvidenza, o in modo più laico la fortuna o la capacità di mettersi in relazione con le persone, ha favorito l’incontro con l’arch. Claudio Poiani, proprietario della “Corte Piletta”. La Corte si trova nel comune di Povegliano Veronese, Via Chitalò, e prende il nome dalla “Piletta”, ancora presente e in parte già ristrutturata; si tratta di un mulino utilizzato per la “pilatura” del riso ed è ora di proprietà della “FONDAZIONE LA PILETTA ONLUS”.
La Piletta è un luogo di vita: lì, dall’acqua, si ricavava energia per fare del riso un alimento, a sua volta energia per l’uomo che con il suo lavoro trasforma le cose; è, quindi, un luogo di relazioni affettive ed economiche.

  • La corte, molto ampia e in parte parzialmente ristrutturata, comprende: la casa rurale, la stalla, e fienile con porticato, la Piletta con altre pertinenze ed al centro la grande aia. Il progetto prevede che questi spazi vengano ulteriormente ristrutturati e trasformati:
  • La stalla con fienile a centro diurno per attività educative-formative, riabilitative e di cura;
  • Una parte del porticato e alcuni annessi dedicati a attività lavorativa in ambito agricolo biodinamico e per la produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; tutto ciò in un contesto economico-produttivo che consenta interventi di inserimento o stage lavorativo per persone disabili;
  • L’abitazione rurale recuperata per un gruppo appartamento e una comunità alloggio destinato a progetti di autonomia e una risposta al “dopo di noi”;
  • Spazio dedicato ad attività formative e di turismo sociale.

La Fondazione ha come obiettivo principale la promozione del progetto, ne curerà la realizzazione nel rispetto degli scopi statutari. Si riserva la possibilità di affidare ad enti terzi, senza scopo di lucro, la realizzazione di specifiche parti dell’attività.

Il progetto in sintesi mira a creare un organismo complesso, ma integrato e armonico, nel quale trovino spazio elementi diversi quali: percorsi di vita autonoma per la persona disabile, l’integrazione sociale e lavorativa, la produzione agricola e la commercializzazione dei beni prodotti, l’attività culturale e formativa rivolta al pubblico.

 

Relazione

 

Attività educativa-formativa e socio-riabilitativa.

 

Il progetto che la Fondazione intende proporre è rivolto al territorio della provincia di Verona, in particolare alle zone di competenza delle Aziende Ulss n.20 e n.22 della Regione Veneto. Tale progetto vuole essere la risposta ai bisogni delle persone disabili e sarà articolata in forma diversa sia come intensità che qualità. La gamma dei servizi è differenziata e prevede risposte alle esigenze di cura, assistenza e riabilitazione, con Centri Diurni e Comunità alloggio, alle esigenze lavorative con servizi di supporto all’inserimento lavorativo e forme di inserimento protetto in cooperative sociali, alle esigenze di sostegno alla persona, alla sua integrazione sociale e alla famiglia, con progetti individualizzati attraverso servizi specifici quali il Servizio Interventi Individualizzati o il Servizio Inserimento Sociale e Servizi Inserimento Scolastico. Infine, la Fondazione si propone di incrementare e sostenere progetti di Vita Indipendente, in collaborazione con le Aziende Ulss, in accordo con le politiche regionali.

Il progetto della Fondazione si inserisce in un quadro articolato  e vuole raggiungere le persone disabili e le loro famiglie offrendo nuove possibilità e lo sviluppo di nuove risposte in termini:

  • Quantitativi: il bisogno di accoglienza in centri diurni e in comunità alloggio non è del tutto soddisfatto ed è destinato a crescere nei prossimi anni.
  • Qualitativi e innovativi: sviluppando servizi diurni e residenziali che, con riferimento al modello della antropologia evolutiva, offre risposte individualizzate.

Il progetto non può esimersi dall’affrontare il problema del reperimento delle risorse per la gestione ordinaria e continuativa delle attività, in particolare in un quadro economico che deve conciliare l’utilizzo delle risorse pubbliche con l’aumento dei bisogni del cittadino. In tale senso, la Fondazione intende sviluppare percorsi di sussidiarietà orizzontale con protagonisti gli enti Pubblici, il privato sociale, le aziende del territorio, i singoli cittadini quali risorsa di volontariato e gli utenti stessi.

La Fondazione intende promuovere come prioritario un progetto atto a realizzare un centro rivolto a adolescenti e giovani adulti diversamente abili, che necessitano interventi continuativi, variamente modulati, al fine di favorire lo sviluppo della propria identità e di un ruolo responsabile e gratificante.

Le metodologie utilizzate propongono una antropologia evolutiva che concepisce la persona come entità fisico-fisiologica e psichica-spirituale, ricercando in tale ambito la sperimentazione di percorsi evolutivi e di crescita armoniosa. Ogni attività e metodologia proposta mette al centro la stimolazione di esperienze senso-motorie basilari.

I percorsi possono essere complementari e di supporto ad altri percorsi di sostegno (es. sostegno ad interventi di integrazione lavorativa). Diversamente possono configurarsi come percorsi di sviluppo rivolti a coloro che ancora adolescenti/giovani dimostrano spazi di crescita e necessità di migliorare la struttura della personalità, per approdare in futuro a forme di inserimento sociale con status e ruolo adulto; da ultimo si prefigurano percorsi educativo-riabilitativi e di cura continuativi rivolti a giovani e adulti, con approccio e metodologia innovativa nell’ambito dei servizi diurni per disabili.

 

Attività

 

Verranno strutturati attività e atelier diversi come:

  • Socioterapia e arte terapia con pittura, ceramica, falegnameria, cartonaggio e tessitura.
  • Attività educative-formative con percorsi di sostegno per l'inserimento scolastico, sociale e lavorativo.
  • Attività agricole in ambito di orticoltura con metodo biodinamico con obiettivi educativi e occupazionali.

Per quanto riguarda gli aspetti metodologici d’intervento al fine di realizzare percorsi individualizzati, l’articolazione del progetto, nonché delle specifiche attività, sarà affidata ad una équipe di lavoro costituita da: un medico, una socioterapista, un insegnante, una educatrice, un agricoltore biodinamico. La realizzazione e la gestione delle attività sarà poi affidata dalla Fondazione alla Cooperativa Sociale “Filo Continuo” ONLUS (sede in Pescantina).

 

Progetti sostegno vita autonoma e “dopo di noi”

 

Il progetto prevede risposte residenziali per le persone disabili adulte. La risposta sarà articolata a due livelli: gruppo appartamento; comunità alloggio.

Il gruppo appartamento: dedicato a percorsi di sviluppo delle autonomie necessarie per approdare al bisogno a percorsi o di Vita Indipendente o di gruppo appartamento. Con ciò s’intende realizzare uno spazio di “crescita e sperimentazione” di momenti di separazione e distacco dal nucleo familiare; contestualmente alla esperienza della persona disabile, sarà programmato un intervento di sostegno al nucleo familiare, per consentire una positiva elaborazione della prospettiva di distacco e separazione.

La comunità alloggio: offrirà accoglienza ad un gruppo di 8/10 persone disabili gravi che necessitano di sostegno e assistenza continuativa. Il modello di servizio, pur caratterizzandosi come comunità alloggio, avrà il vantaggio di essere inserito in un contesto complessivo di attività diurne e agricole che favoriranno percorsi personalizzati ed integrati in ambito sia di cura-assitenza sia educativo ed occupazionale.

Tutte le attività saranno realizzate nel rispetto della L.R. 22/02 con preciso riferimento al sistema di accesso ai servizi, agli standard qualitativi sia organizzativi, di prestazioni e strutturali, con particolare attenzione alla qualità della progettazione personalizzata degli interventi.

 

Progetto Integrazione lavorativa persone svantaggiate (con priorità alla persona disabile)

 

La Fondazione intende sviluppare programmi di integrazione o stage-formazione lavorativa di persone svantaggiate, prioritariamente per persone disabili.

Attività agricola

Fondamento duraturo del lavoro agricolo è il terreno coltivabile. Scopo del lavoro di cura del terreno sarà l'incremento e il mantenimento del suo valore, espresso dalla fertilità, dal contenuto di humus e dall'attività biologica. Ciò sarà realizzato attraverso la coltivazione di piante (un frutteto è già stato predisposto) e l'allevamento di animali da cortile in equilibrio con le dimensioni e le caratteristiche della corte. La coltivazione e l'allevamento, oltre a produrre alimenti adatti all'uomo, saranno intesi come i mezzi per accogliere al massimo grado i doni di luce, calore e vita provenienti dall'inesauribile sorgente solare. Ciò che di piante e animali non costituisce alimento per l'uomo ritornerà alla terra per elevarne la fertilità. Piante ed animali troveranno a loro volta, su un tale terreno fertile, le migliori condizioni di vita e ciò si potrà manifestare attraverso l'incremento della produttività economica che ne deriverà.

I lavoratori impegnati nel lavoro agricola avranno la possibilità di accrescere gradualmente la propria capacità di percepire i nessi viventi tra gli esseri e i processi della natura, elevando la propria competenza. La sensibilità necessaria per potersi accostare ai sottili processi della vita sarà curata attraverso regolari attività artistiche offerte ai lavoratori che ne sentano il bisogno, come formazione permanente assieme ad attività di studio teorico e pratico. Potrà sorgere ed accrescersi nei lavoratori il senso di gratitudine verso i doni della natura e il lavoro dei propri collaboratori. Questa gratitudine potrà diventare col tempo il motivo che sosterrà la libera volontà di dare le proprie prestazioni. L'essere inseriti in un simile contesto lavorativo potrà rendere evidente la fraternità come legge della vita economica.

Fattoria didattica

Il contesto agricolo, inteso come organismo naturale e sociale, sarà l'ambiente ideale dove potrà trovare soddisfazione non solo la richiesta di cibi sani, ma anche la domanda circa il senso della vita e del lavoro umani, oggi tanto pressante per un gran numero di individui. A questo scopo potrà essere realizzata una fattoria didattica secondo modalità originali che permettano di rispondere efficacemente a tali esigenze.

Attività formative e di turismo sociale

La Fondazione intende promuovere attività formative e di studio legate ai temi dell’arte terapia e dell’agricoltura biodinamica e biologica, oltre a momenti seminariali di approfondimento metodologico dell’intervento educativo-riabilitativo, o degli interventi di integrazione sociale e lavorativo della persona disabile, rivolti a operatori specializzati del settore.

 

Il progetto prevede anche un piccolo appartamento da dedicare a esperienze di turismo sociale rivolte in particolare a famiglie che intendono sperimentare brevi periodi di vita in un ambito agricolo e di servizi sociali.

 

La promozione e realizzazione di tali attività porta un ulteriore contributo all’integrazione sociale e territoriale dell’esperienza “Corte Piletta.