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ARTE TERAPIA

 

L’ARTE COME CURA

(A cura di Flavia  Rossignoli)

1. COS’È

2. COSA SI FA

3. IL TERAPEUTA

4. LA TECNICA

5. L’APPROCCIO

6. FINALITÀ SOCIALI

 

1. COS’È L’ARTE-TERAPIA

L'arte terapia è uno strumento terapeutico che si avvale dei materiali e del processo artistico. Si basa sul coinvolgimento globale delle persone a livello corporeo, percettivo, emozionale e cognitivo. Può essere applicata come terapia di sostegno alle normali cure mediche di quasi tutti i tipi di malattia e come post-trattamento o continuazione della cura.

La malattia come linguaggio dell’anima ci parla di un disequilibrio; è possibile ristabilire l’armonia perduta attraverso forze nuove indotte dal processo artistico - terapeutico. Se il gesto artistico, in forma sistematica ed intensificata, viene utilizzato in modo selettivo nel trattamento di una chiara tendenza patologica diagnosticata, l’effetto psicosomatico agirà in profondità.

Con il tempo esso può contrastare una sfavorevole predisposizione costituzionale.

Le attività proposte devono essere ricche di significato per l’individualità del paziente e capaci di sviluppare le abilità di ciascuno per coglierne l’unicità. All’interno dell’agire artistico emergono sia le dinamiche patologiche (legate al passato) e sia le risorse individuali (prerogativa del futuro), distinguendo il senso profondo di tale rapporto di connessione.

Le forze di simpatia – antipatia si trasformano. Le abitudini di vita cambiano (percepire e sperimentare nel partecipare). Si sviluppa maggiore consapevolezza dei propri sentimenti e attenzione all’ambiente circostante. Il processo artistico stimola lo sviluppo della personalità. Le forze assopite si destano, si sviluppa la sensibilità. Grazie alla pratica artistica viene educata un’esperienza percettiva, differenziata e cosciente e la capacità di ascoltare.

Con ogni atto creativo “io” trasformo la realtà esistente e devo quindi confrontarmi in modo nuovo con i cambiamenti che ne risultano. Le possibilità trasformative ed evolutive dell'arte terapia non passano necessariamente per la presa di coscienza verbalizzabile ma avvengono nell'uso stesso degli elementi del processo artistico.

2. COSA SI FA

Da sottolineare che ogni materiale ha la sua specificità che interagisce con altre (quel paziente, quel terapeuta, quel setting, quel contesto cognitivo ) per produrre un altrettanto specifico effetto sensoriale - immaginativo. La scelta del materiale espressivo dipende dalle caratteristiche fisiche, quali fluidità, morbidezza, sensibilità, consistenza, resistenza, dalle sue capacità di evocare associazioni, memorie e da qualità sensoriali ( asciutto/bagnato, caldo/freddo, inodore/odoroso, eccetera). Nell’arte-terapia si utilizzano strumenti, tecniche e processi propri delle arti figurative (pittura, arte plastica e arte grafica) e questi strumenti costituiscono sia la base per una lettura diagnostica fondata su un’osservazione secondo il metodo fenomenologico e sia il mezzo terapeutico stesso. Ecco quindi che la creatività diventa la capacità di vedere nuovi rapporti, di produrre idee ed avere intuizioni insolite allontanandosi da schemi di pensiero tradizionali. L’esercizio artistico educa tutto l’essere del paziente che impara ad osservare, ad ascoltare, a muoversi, a sentire e a pensare in modo più cosciente di prima con una crescita che sorge dall’anima per entrare nella materia e viceversa. Viene stimolata la forza di volontà grazie all’esercizio di abilità di coordinamento sensoriale e manuale.  Si sperimentano forze come luce e ombra, forme concave e convesse, cristalline e fluenti, linee curve e rette, le dimensioni dello spazio, ecc. e si impara a portare tutto ciò ad espressione artistica. In particolare il colore parla al sentimento e porta il movimento in un contesto animico. L’esperienza del colore stimola forze creative. Nel lavorare coi colori e cogliendo le singole qualità di ciascuno di essi si rafforza l’esperienza; nel “tastare” incontri e sfumature si accrescono la sensibilità e il tatto. Lo spazio creativo stimola i sensi attraverso un ambiente ricco di forme, colori e di relazioni e permette alla persona non solo esprimere se stessa ma anche di seguire una disciplina che implica anche pazienza.

3. IL TERAPEUTA

L’arte-terapeuta non ha come scopo il risultato estetico ma innescare con cura e ritmicità uno specifico processo creativo per il tempo necessario affinché diventi un’esperienza interiore. E’ un supporto nel processo creativo e limita al massimo il suo intervento per non modificare il significato dell'elaborato.

Il suo intervento crea un contesto di opportunità che faciliti nel paziente il recupero in sé delle risorse necessarie al superamento delle proprie difficoltà.

La sua presenza, percepibile in ogni istante dal paziente, opera come aiuto diretto con modalità verbali e non verbali; egli sostiene l’elaborazione creativa condotta dalle persone tramite i materiali artistici e le guida verso il generarsi di intense esperienze positive e per questo trasformative.

Non si può nemmeno dire che il processo venga applicato al paziente; piuttosto è il paziente che lo applica a se stesso, seguendo e compiendo certi processi entro i quali porta ordine, miglioramento e cambiamenti. L’arte-terapeuta non analizza e non comunica verbalmente l’interpretazione di un elaborato, ma si avvale di una conoscenza approfondita degli elementi artistici, tale da poter percepire l’uso che l’utente ne fa durante il processo artistico. Lo scopo dell’arte-terapeuta non è quello di usare gli elementi artistici per scopi psicologici ma, facendo attenzione alla biografia personale, portare l’individuo ad un risanamento interiore, ad un riequilibrio attraverso il processo artistico e risvegliare una certa consapevolezza ed esperienza interiori, la cui mancanza o il cui eccesso ha provocato l’instaurarsi del disagio.

4 LA TECNICA

La scelta dei vari materiali e delle giuste tecniche è altrettanto importante ai fini della terapia.

La pittura ad acquerello è legata alle emozioni e ai sentimenti e permette di sperimentare spazi e superfici in modo spontaneo e liberatorio.

L’uso del gessetto si muove nella relazione con un approccio delicato delle sfumature per persone che non possono affrontare l’elemento acqueo.

Il disegno dal vero migliora la capacità di attenzione per il mondo esterno e l’amore per l’ambiente. Raggiungere l’equilibrio e l’armonia tra colore, forma e movimenti consente a molti pazienti di sentirsi vittoriosi sulle loro limitazioni. Migliora il ritmo e la profondità del respiro, favorisce la prontezza di spirito e la calma. Inoltre nel disegno il senso del movimento è strettamene correlato ed aiuta lo sviluppo del linguaggio e della parola.

Dipingere e disegnare quindi diventano esperienze che fanno parte dello sviluppo di un essere umano e consentono di lasciare traccia delle proprie esperienze.  Le esperienze a contatto con la natura, le emozioni a contatto dell’anima, le atmosfere delle stagioni, sono temi da approfondire attraverso l’uso del colore.

Il disegno di forme, con il dialogo tra linee curve e rette, porta nella persona preziosi elementi di movimento, equilibrio e simmetria. Tale lavoro artistico - terapeutico con le forme offre la possibilità di esplorare e di percepire attivamente lo spazio, di viverne l’armonia, di riordinarlo e al tempo stesso di armonizzare qualcosa di sé, del proprio animo e del proprio organismo.

Il modellaggio opera con un effetto rigenerante. La forma è concreta e procura una sensazione di sicurezza. Lavorando con due mani, utilizzando prevalentemente l’argilla ma anche materiali quali cartapesta, gesso o altro, ci si collega con le forze che agiscono delle tre dimensioni dello spazio.

È come se chi sta modellando con la creta divenisse egli stesso più pesante, più voluminoso o più stabile. Il lavoro con la materia riporta ad un elemento di concretezza, di organizzazione e di concentrazione. Il processo prosegue anche con le fasi della cottura e della decorazione a cui si può aggiungere lo sviluppo dell’elemento sociale attraverso l’esposizione del manufatto.

5. L’APPROCCIO

La terapia non può prescindere da un elemento primario che è l’incontro umano, il dialogo e il processo evolutivo tra terapeuta e destinatario dell’intervento; ne consegue che le modalità d’intervento non sono efficaci in quanto tali ma solo se è presente l’elemento dell’incontro umano.

Lo spirito vuole essere riconosciuto e l’arte-terapia partendo dal piano fisico sensibile aiuta la persona ad incontrare se stessa e la sua profonda realtà di individuo unico ed irripetibile, creatore della sua storia.

Partecipare a processi viventi pieni di significato, porta ad un risanamento che riequilibrando la vita dell’anima agisce in seguito anche sul fisico.

6. FINALITÀ SOCIALI E FORMATIVE

Puntare ad un processo di crescita personale che favorisca il mantenimento e il miglioramento delle abilità e degli apprendimenti della persona. L’ambito dell’integrazione sociale comprende lo sviluppo di nuovi interessi (culturali, artistici e socio-relazionali) prospettando nuove forme di interazione con la vita sociale.  Quando si produce qualcosa avendo preso parte ad un processo artistico o di lavoro, si può offrire qualcosa agli altri. Si sviluppa un atteggiamento sociale nei confronti del mondo circostante e ci si sente maggiormente inseriti. Questo è di inestimabile valore soprattutto per quelle persone, che a causa di una disabilità, sembrano meno capaci ed hanno difficoltà ad integrarsi socialmente. La definizione di salute secondo l’OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità ) è: “Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, non semplice assenza di malattia”.