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AGRICOLTURA BIOLOGICA

 

 

Attività agricola

 

Un ruolo molto importante nel ricreare un ambiente favorevole alle attività formative e terapeutiche sarà affidato allo sviluppo di una piccola azienda agricola e di ortoflorovivaismo in un contesto di valorizzazione del paesaggio naturale, con ripristino dei fossi e delle piante autoctone.
Scopo del lavoro agricolo sarà la realizzazione di un'azienda intesa come organismo che si sostenga con le proprie forze e trovi una propria vocazione produttiva in relazione alle caratteristiche naturali del luogo, ai bisogni dei consumatori di riferimento e alla interazione con le esigenze del progetto complessivo.
Fondamento del lavoro agricolo è la cura del terreno, l'incremento e il mantenimento del suo valore, espresso dalla fertilità, dal contenuto di humus e dall'attività biologica. Piante ed animali troveranno a loro volta, su un tale terreno fertile, le migliori condizioni di vita da cui deriva l'incremento della produttività economica.
L'attività commerciale cercherà di portare nel modo più diretto possibile i beni dalla produzione al consumo, evitando sprechi di lavoro e perdite di prodotti.
Un'azienda agricola intesa anche come biofattoria sociale con attività collaudate quali il contatto con la natura e gli animali, la partecipazione alle lavorazioni agricole, all'allevamento di animali da cortile, all'ortoflorivivaismo e giardino di erbe officinali, alla trasformazione e vendita dei prodotti dell'azienda  sarà l'ambiente ideale dove soddisfare non solo la richiesta di cibi sani, ma anche la domanda circa il senso della vita e del lavoro umani, oggi tanto pressante per un gran numero di individui.

 

La biofattoria sociale e agriturismo

 

Per biofattoria sociale s’intende l’attività di impresa agricola a conduzione biologica collegata all’attività di inclusione sociale rivolta a persone con necessità speciali.         Negli ultimi anni sta trovando spazio questa tipologia di agricoltura sociale che offre nuove potenzialità e opportunità per lo sviluppo delle aree e delle comunità rurali fornendo risposte ai bisogni di servizi alla persona e favorendo la conoscenza e la fiducia reciproca.

 

La fattoria sociale salvaguarda l’ambiente, il paesaggio, il suolo, la biodiversità, le tipicità colturali, valorizzando la filiera corta e cortissima per quanto riguarda l’agricoltura; le potenzialità cognitive, sociali, lavorative per quanto riguarda i soggetti svantaggiati tramite la specificità del lavoro agricolo, rifiutando ogni prassi assistenzialistica. L’ attività agricola bio contiene in sé forti prassi pedagogico/riabilitative che trovano diretta applicazione e visibilità nei progetti delle fattorie sociali, assumendo così un’elevata valenza innovativa in campo pedagogico e riabilitativo.

 

Il riferimento normativo è la legge regionale n. 14 del 28 giugno 2013 contenente “Disposizioni in materia di Agricoltura sociale” che definisce le attività inerenti l’agricoltura sociale e i soggetti titolati all’erogazione dei servizi unitamente alle disposizioni attuative della suddetta legge regionale  che la Giunta della Regione Veneto ha approvato con DGR n. 2334 del 09/12/2014, e che prevede le seguenti 4 sezioni:

 

Sezione a) "inserimento socio-lavorativo"
Sezione b) "percorsi abilitativi e riabilitativi"
Sezione c) "iniziative educative, assistenziali, formative e per il benessere personale"
Sezione d) "reinserimento e reintegrazione sociale di detenuti ed ex detenuti".

 

Secondo le possibilità e capacità degli addetti all’azienda agricola e alla fattoria sociale si può immaginare di poter offrire gradualmente l'opportunità di un'esperienza di partecipazione più continuativa e ritmica alla vita aziendale, fino alla realizzazione di una vera e propria formazione professionale e inclusione lavorativa per soggetti svantaggiati e/o diversamente abili.

 

La fattoria sociale:

  • Realizza forme concrete di welfare mix (pubblico –privato sociale) in quanto le biofattorie sociali italiane hanno quasi tutte origine dal privato sociale (cooperative, associazioni, fondazioni). Ciò comporta un notevole risparmio per le istituzioni pubbliche.
  • Attua in pieno la multifunzionalità: vendita diretta, trasformazione, agriturismo, attività culturali, servizi sociali per la comunità locale, favorendo e rinforzando il tessuto sociale;
  • Favorisce l’occupazione, soprattutto giovanile e altamente qualificata rispetto all’agricoltura convenzionale.
  • Realizza la cooperazione professionale, produttiva e progettuale fra le aziende.

 

In prospettiva anche l’attività di agriturismo va in questa direzione poiché incrementa il valore economico della produzione agricola, consente risparmi nei costi delle forniture e si presta molto bene a progetti individuali di socioterapia allargando la possibilità di attività alternative legate alla ristorazione e a proposte per il tempo libero, feste e momenti ricreativi; inoltre crea un ponte tra produttori e consumatori e/o frequentatori della Piletta favorendo il riconoscimento dell’utilità sociale e la qualità del lavoro svolto e le attività.